Pagina:Memorie storiche della città e marchesato di Ceva.djvu/148

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Fu questi senatore in Savoia, quindi in Torino, aveva sposato la nobile Gabriella Della Chiesa di Cinzano, che cessò di vivere li 21 dicembre 1841, in seguito ad uno sgraziato accidente che funestò la sua famiglia, e specialmente i poveri di Ceva che perdettero in lei una generosa ed affezionatissima madre.

La sera dei morti ad ora molto avanzata attese ella per molto tempo all’orazione nel coretto della cappella di suo castello. Aveva già licenziata la sua servitù un’ora prima, quand’ecco nel mentre s’accosta al tavolino dove era accesa la candela s’attacca il fuoco ad una manica della veste, ed in un attimo si trova in mezzo alle fiamme. Grida per isvegliare la cameriera, ma inutilmente. Corre precipitosa alla camera del domestico, che svegliato alle strida della padrona, se la vede vicino al letto tutta in fiamme. Ebbe questi la prontezza di spirito di tosto avvilupparla colla coperta del proprio letto, e soffocò così la fiamma, ma la povera marchesa orribilmente scottata fu messa a letto fuori dei sensi, sofferse atrocissimi dolori, si riebbe pel tempo necessario per ricevere i santi Sacramenti, e passò in continuo delirio il restante del tempo che visse.

Piansero meritamente i Cevesi la morte di questa nobile matrona, che univa in sè le qualità di spirito gentile e colto, di cuor generoso e benefico, e di pietà esemplare.

Dal suo coniugio col marchese Ignazio nacquero tre figliuoli, Luigi, Casimiro e Valentino.

Luigi fu per molti anni gentiluomo di camera alla corte di Torino, Casimiro che sposò la nobile damigella Paolina Ceva dei marchesi di Battifollo, fu tolto ai vivi nel fior di sua età; e Valentino, che militò nelle guerre di Napoleone, quindi sotto i regnanti Sabaudi Vittorio Emmanuele I, Carlo Felice e Carlo Alberto, salì al grado di generale, e morì Direttore generale delle Regie Poste, lasciando vedova inconsolabile la rispettabilissima dama Marianna Scoffier nata