Pagina:Memorie storiche su la vita gli studj e le opere di Lionardo da Vinci.djvu/43

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dere la musa loro a commendazione degli amori scandalosi di Lodovico, che nobili e rispettabili donzelle a piaceri suoi sfacciatamente prostituiva. Tanto allora corrotti erano i costumi de'Grandi!

VIII. Uno de'più chiari argomenti del conto in cui Lodovico il Moro tenne Lionardo, non solo come gran meccanico, eccellente statuario, e pittore esimio, ma come uomo in ogni maniera di scienze e d'arti versato, trarre lo possiamo dall'accademia, che il Vinci ha quì stabilita, e che da lui avendo preso il nome dovea certamente il fondator suo e direttore in lui solo riconoscere. Che il Moro bramasse l'unione de' dotti uomini e valenti artisti, e chiedesse che reciprocamente i lumi loro comunicandosi estendessero i confini del sapere, e migliorassero le arti, l'abbiamo dal mentovato Fra Luca Paciolo1. Che poi vi fosse quì stabilita un'accademia (la prima di cui siavi certa memoria), a cui avea dato il no-

    Ma forse il Vinci fece quel ritratto dopo il 1497, se è vero che Lodovico sol dopo la morte di Beatrice ebbe da Lucrezia quel Gio. Paolo che fu lo stipite dei marchesi di Caravagio. Vedi Imhoff. Hist. Ital. et Hisp. genealog. Tom. i. pag. 245. Nel Museo di Parigi v'è ritratto di bella donna alla finestra con veste rossa fregiata di ricamo e gallon d'oro, che credesi esser quello di Lucrezia Crivelli fatto quì da Lionardo. Gault de S. Germain pag. lxix.

  1. Pref. al libro De divina proportione.