Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. I, 1912 – BEIC 1883676.djvu/107

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atto primo 101


e fra le piume intanto
posar dell’uccisore al figlio accanto?
Siroe. Dunque...
Emira.  Dunque, se vuoi
stringer la destra mia, Siroe, giá sai
che devi oprar.
Siroe.  Non lo sperar giammai.
Emira. Senti: se il tuo mi nieghi,
è giá pronto altro braccio. In questo giorno
compir l’opra si deve, e sono io stessa
premio della vendetta. Il colpo altrui
se la tua destra prevenir non osa,
non salvi il padre e perderai la sposa.
Siroe. Ah! non son questi, o cara,
que’ sensi onde addolcivi il mio dolore.
Qui l’odio ti conduce,
e fingi a me che ti conduca amore.
Emira. Io ti celai lo sdegno,
finché Cosroe fu padre; or, che è tiranno,
vendicar teco volli i torti miei,
né il figlio in te piú ritrovar credei.
Siroe. Parricida mi brami! E si gran pena
merta l’ardir di averti amata?
Emira.  Assai
m’è palese il tuo cor: no, che non m’ami.
Siroe. Non t’amo?
Emira.  Ecco Laodice: ella, che gode
l’amor tuo, lo dirá.
Siroe.  Soffro costei
sol per Cosroe, che l’ama: in lei lusingo
un potente nemico.