Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. I, 1912 – BEIC 1883676.djvu/59

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atto terzo 53


Selene. Non hai, fuor che in te stessa, altra speranza.
Vanne a lui, prega e piangi.
Chi sa? Forse potrai vincer quel core.
Didone. Alle preghiere, ai pianti
Dido scender dovrá? Dido, che seppe
dalle sidonie rive
correr dell’onde a cimentar lo sdegno,
altro clima cercando ed altro regno!
Son io, son quella ancora,
che di nuove cittadi Africa ornai,
che il mio fasto serbai
fra le insidie, fra l’armi e fra i perigli;
ed a tanta viltá tu mi consigli?
Selene. O scòrdati il tuo grado,
o abbandona ogni speme:
amore e maestá non vanno insieme.

SCENA XI

Araspe e dette.

Didone. Araspe in queste soglie! (si cominciano a veder fiamme
in lontananza sugli edilizi di Cartagine)
Araspe.  A te ne vengo,
pietoso del tuo rischio. Il re, sdegnato,
di Cartagine i tetti arde e mina.
Vedi, vedi, o regina,
le fiamme che lontane agita il vento.
Se tardi un sol momento
a placare il suo sdegno,
un sol giorno ti toglie e vita e regno.
Didone. Restano piú disastri
per rendermi infelice?
{{Al|Selene.}} Infausto giorno!