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8 xi - olimpiade


subito noi rinvenne. Il mar frapposto
forse ritarda il suo venir. T’accheta:
in tempo giungerá. Prescritta è l’ora
agli olimpici giuochi
oltre il meriggio, ed or non è l’aurora.
Licida. Sai pur che ognun, che aspiri
all’olimpica palma, or sul mattino
dee presentarsi al tempio; il grado, il nome,
la patria palesar; di Giove all’ara
giurar di non valersi
di frode nel cimento.
Aminta.                                Il so.
Licida.                                T’è noto
ch’escluso è dalla pugna
chi quest’atto solenne
giunge tardi a compir. Vedi la schiera
de’ concorrenti atleti? Odi il festivo
tumulto pastoral? Dunque che deggio
attender più, che più sperar?
Aminta.                                Ma quale
sarebbe il tuo disegno?
Licida.                                All’ara innanzi
presentarmi con gli altri.
Aminta.                                E poi?
Licida.                                Con gli altri
a suo tempo pugnar.
Aminta.                                Tu!
Licida.                                Si. Non credi
in me valor che basti?
Aminta.                                Eh ! qui non giova,
prence, il saper come si tratti il brando.
Altra specie di guerra, altr’armi ed altri
studi son questi. Ignoti nomi a noi,
cesto, disco, palestra a’ tuoi rivali
per lung’uso son tutti
familiari esercizi. Al primo incontro,