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XXI - IL RE PASTORE

Finché in povere lane... Oh me infelice! Agenore già vien. Che dirgli? oh Dio! (si leva) Secondarlo non posso ; resistergli non so. Troppo ha costui dominio sul mio cor. Mi sgrida, e l’amo; m’affligge, e lo rispetto, (pensa, e poi risoluto)

Ah ! non si venga

seco a contesa.

SCENA II Agenore e detto.

Agenore.

Aminta.

Agenore.

Aminta.

Agenore.

Aminta.

Agenore.

Aminta.

Agenore.

Aminta.

Agenore.

E irresoluto ancora ti ritrovo, o mio re?

No.

Decidesti ? Si.

Come?

Il dover mio a compir son disposto.

Ad Alessandro

dunque d’andar più non ricusi?

A lui

anzi già m’incammino.

Elisa e trono vedi che andar non ponno insieme.

È vero.

Né d’un eroe benefico al disegno oppor si dee chi ne riceve un regno.

Oh fortunato Aminta! oh qual compagna ti destinan le stelle! Amala: è degna degli affetti d’un re.

Aminta.

Comprendo, amico,