Pagina:Milani - Risposta a Cattaneo, 1841.djvu/73

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che in quelle sue Ricerche egli non aveva parlato che della parte del Regno lombardo-veneto da percorrersi colla strada di ferro e delle sei città da annodarsi, e non della linea che avrebbe dovuto seguire la strada:

che non aveva poi detto in esse cose nuove, perchè il problema era già stato sciolto dall’esperienza e dall’esempio delle altre nazioni, come credo di averlo anche chiaramente dimostrato al N. IV del presente scritto.

198.° Era stato primo pensiero della Direzione di stampar questo rapporto, per aprirsi occasione di ritrattare, come mi aveva promesso, quanto di non vero, circa al ponte della Laguna e l’incarico mio, era stato stampato dalla sezione veneta nell’opuscolo 1.° settembre 1837, sotto il titolo «Strada ferrata da Venezia a Milano».

Ma le parve troppo lungo, e mi disse che stamperebbe il successivo, quello del gennajo, pregandomi di farlo più breve, e di restringermi alla parte puramente tecnica.

Così ho fatto, ed il mio rapporto 18 gennajo 1838, non parlando punto della parte economica, non poteva ripetere opportunamente, nemmeno se lo avessi voluto, ciò che aveva detto a lode del dottore Cattaneo nell’altro dell’8 dicembre 1837 circa al problema economico.

199.° Mandai questo rapporto del 18 gennajo 1838 alla Direzione, dicendole: che lo stampasse pure, se così volesse, ma però a patto che si stampasse come era e non altrimenti: e la Direzione mi promise che come era si stamperebbe.

La sezione veneta della Direzione lo stampò infatti come io lo scrissi; ma non fu così della sezione lombarda, perchè il dottore Cattaneo, di sua autorità, all’insaputa della Direzione, vi trapiantò entro quel paragrafo dell’altro mio rapporto 8 dicembre 1837 che lo risguardava.

Me ne lagnai tosto, il 9 febbrajo 1838, colla sezione lombarda, dicendole nel rapporto N. 132:

«Nessuno aver il diritto di rendere di ragione pubblica lo scritto privato di un altro, sotto il nome di chi lo estese, mutandolo:

«a questa garanzia, a tutti comune, stare in aggiunta per me la domanda che io aveva fatto che il mio rapporto 18 gennajo 1838 si stampasse come era, o non si stampasse, e la promessa che come era si stamperebbe».

La sezione lombarda mi provò l’arbitrio commesso dal segretario, sicché, in luogo di continuare il lagno, dovetti limitarmi a compiangerla di essere in male mani.

200.° Ora di questo paragrafo introdotto così onestamente dal dottore Cattaneo nella stampa del rapporto 18 gennajo 1838, abusando di due rapporti miei, che erano nelle sue mani, non come dottore Cattaneo, ma come segretario della Direzione, il dottore Cattaneo se ne vale, mutilandolo anche alla pagina 17 della di lui Rivista, per provare, se gli riuscisse, di dar ad intendere, che la linea della strada di ferro da Venezia a Milano fu scelta da lui e non da me. Questo è proprio giugnere al sublime della impudenza e della slealtà!

201.° Ho detto al paragrafo 188 che il dottore Cattaneo sa tanto bene che io ho riconosciuto, studiato e scelto il terreno prima d’imprendere il tracciato, di muovere le operazioni geodetiche, di farmi alla determinazione definitiva della linea, che egli lo stampò anche spontaneamente.

Difatti, nelle di lui Osservazioni alla prima Memoria a stampa dei signori Bergamaschi, parlando delle operazioni già da me fatte a quell’epoca, vi si legge:(1) 1

  1. Annali Universali di Statistica, anno 1837, volume V, pagina 391.