Pagina:Milani - Risposta a Cattaneo, 1841.djvu/78

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Si dirà: cose vecchie; ed io rispondo prima: cose vecchissime; ma ho dovuto rammentarle perchè il dottore Cattaneo non le sa.

216.° Scrive nella famosa sua Rivista:

che il braccio da Milano a Monza era una proprietà della società lombardo-veneta (pagina 52), una parte della primitiva sua impresa (pagina 55), che la società ha perduto, perchè io mi sono rifiutato di difenderla cogli studii del terreno (pagina 52).

Per dir tutto questo con un po’ di coscienza bisognava dimostrare:

prima la proprietà — poi che mi fosse stato commesso di difenderla cogli studii — indi che mi fossi rifiutato — in fine che per questo mio rifiuto la società avesse perduta la proprietà.

Ma il dottore Cattaneo non si impiccia di verità e di logica, ed invece, per dimostrare quel suo bell’assunto, scrive:

"importava assai di promuovere cogli studii tecnici quella parte delle domande sociali che si riferiva al braccio di Monza (pagina 49)".

Poi: "bisognava dunque difendere con solerzia e vigilanza gli ampi diritti di priorità coi quali fino dalla primavera 1836 la società lombardo-veneta aveva preoccupato la comunicazione di Brescia, Bergamo e Monza (pagina 51)".

Indi, crescendo sempre di tuono: "e mentre l’ufficio tecnico nella sua indipendenza si rifiutava di difendere cogli studii del terreno la proprietà’ sociale (pagina 52)».

E finalmente: « se convenga alla società lombardo-veneta ricuperare a titolo oneroso quella » parte della primitiva sua impresa che riguarda il braccio di Monza, e che V incuria dei » direttori e degli ingegneri lasciò cadere in altrui mani (pagina 55)".

Confondendo così domanda — con diritto di priorità — con diritto di proprietà — con primitiva impresa, senza dir punto perchè e come egli abbia creduto che la domanda di un privilegio per la strada da Milano a Monza fosse lo stesso che il diritto di priorità, che il diritto di proprietà sulla strada stessa) o come da quella semplice domanda siasi poi saliti al diritto di priorità, al diritto di proprietà, e a quella sua primitiva impresa.

Qui una delle due deve essere certamente: o il dottore Cattaneo ha confuso tutto senza accorgersene, e sarà un singoiar segno di dottrina legale ed amministrativa per un dottore di legge: od ha confuso tutto a disegno, e sarà una nuova prova della di lui slealtà e del disprezzo in cui tiene le menti altrui, se pensa di sorprenderle con simili inezie.

Quanto all’ordine datomi di difendere la proprietà sociale con gli studii del terreno, egli stesso afferma il contrario, cioè afferma che le deliberazioni della Direzione non presero mai verso di me l’efficacia di comando (pagina 51); non per questo concludendo meno che io mi era rifiutato, lasciando quindi agli altri di spiegare come io abbia potuto rifiutarmi ad obbedire a un comando che non mi fu dato.

Ma basta per ora di questi inviluppi e di queste menzogne del dottore Cattaneo, e vediamo la verità anche circa la diramazione di Monza.

    alla futura esecuzione della intrapresa, e nella quale viene fissato un congruo termine entro cui devono essere ultimati i detti preparativi. "Questa concessione provvisoria importa frattanto un diritto di priorità in confronto di altri privati che potessero più tardi aspirare alla medesima impresa.
    »b) una concessione definitiva per l’effettivo eseguimento dell’intrapresa.
    Articolo 5.° "Colla concessione provvisoria gli aspiranti ottengono il diritto d’intraprendere, a proprie spese, i preparativi necessarii per riunire gli occorrenti mezzi pecuniarii, formare una società di azionisti, e fare i rilievi preliminari pel futuro eseguimento".