Pagina:Mirtilla.djvu/128

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Q U I N T O. 59

Tra noi le mangeremo, à Dio brigata.
Ura.Va pur à la buon’hora, Igilio. Tirsi
Coridone, Mirti[l]la, Ardelia, e Filli
Poscia, che sodisfatto habbiamo in parte
A ciò che si dovea, e poi che Febo
S’inchina à l’occidente
Meglio sarà, che à le pasnone case
Festeggiando trà noi ci riduciamo
Et ogn’anno in tal giorno
Mentre spirto haveremo
Voglio, che insieme tutti
Veniamo à far dovuti sacrificij
In questo loco, testimonio fido
Fra nostri lieti, e fortunati Amori
Preghiamo in tanto il Cielo
Che arrida sempre à questi ameni campi
E che Zefiro spiri eternamente
Fra questi verdi frondi
E la sua bella Flora ogn’hora infiori
Le valli, e i colli, e le campagne, e i prati
Ard.Non ritenga mai neve, ò ghiaccio algente
Il corso a i fiumi fuggitivi, e a i fonti
Ne giamai greggia con immondo piede
Turbi le lucid’onde
Sì, che ho chiare sue tranquille linfe
Specchio sien sempre à le più belle Ninfe.
Igi.Non si veghino mai selvagge fine
Per queste piagge amiche
Ma scorga sempre il duro Agricoltore


Di