Pagina:Mirtilla.djvu/90

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Q U A R T O. 41

Cor.Tirsi, tanta dolcezza Amore hà posto
Ne le Ninfe leggiadre, che colui
Si può chiamar tre volte fortunato,
Se fatto amante alcuna ne possiede.
E credi, che color, che son chiamati
A un tanto bene, il suo celeste seggio
Non invidiano a Giove:
Amor mai non apporta
Danno alcuno a i mortali,
E sappi Tirsi.
Che per lui solo è così cara a l’huomo
La Donna; e chi lei fugge, ancora fugge
Di se la più pregiata, e nobil parte.
Tir.E non può dunque l’huom senza la donna
Al mondo mantenersi?
Cor.                                        Tanto l’huomo
Può viver senza lei, quant’ella puote
Senza l’huom sostener sua fragil vita.
E così dolce, e cara,
Questa dal Ciel donata compagnia,
E sì soave è ’l maritale ardore,
Ch’insieme la mantiene,
Che l’un privo de l’altro,
O non vive, ò mal vive;
Che più? Sentano ancor le piante istesse
D’Amor l’alta possanza;
Ma perche Amor non cresce
Senza la sua pregiata compagnia,
Tutte le piante, che son senza il maschio
Over senza la femina, son tardi:


Ciò