Pagina:Narrazione, e disegno della terra di Prato di Toscana.djvu/16

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12 NARRAZIONE DI PRATO

secondo s’intende per fama da molti, che l’hanno vedute, e considerate, et anco, secondo ne scrivono molti, come Fra Leandro Alberti Bolognese, nella descrizzione di tutta la sua Italia, ristampata in Venezia l’anno 1581. appresso Gio. Battista Porta, à carta 41. dice di Prato.

Più avanti passando, vi si vede il nobile Castello di Prato, bagnato dal fiume Bisenzio, che scende dall’Apennino, e poi finisce nell’Arno. E annoverato Prato, fra le quattro Castella volgari d’Italia, per la sua grandezza, e bellezza, come s’è detto poco innanzi, e come afferma Faccio degli Uberti nel settimo capitolo del Terzo Libro Dittamondo:

Cosi cercando per quella pianura
     Trovamo Prato che il Bisenzio bagna,
     dove si mostra la Santa Cintura.

Quivi, come dice Faccio è conservata molto onoratamente la Cintola della Regina del Cielo.

Fu pertanto molto mal trattato questo Castello da Raimondo Cardona Capitano di Ferrando Re d’Aragona, e di Napoli l’anno 1512. volendo ridurre in Firenze Giovanni de’ Medici Cardinale, e Legato di Bologna, Giuliano suo Fratello, e Lorenzino suo Nipote, onde per forza entrarono in esso, e lo saccheggiarono, facendo prigioni quasi tutti i Cittadini, sendo ancora state deflorate le Femmine, che fu cosa


molto