Pagina:Naufraghi in porto.djvu/210

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masi servo per non dar dei sospetti. Ma voi sapevate. Sì, sì, sapevate.

— Non sapevo nulla, ti dico, figlio di Dio.

— E allora perché non vi meravigliate?

— Nel mondo ne succedono tante! Son cose del mondo. Ebbene, sta coperto e cerca di dormire.

La vedova, che non dava ascolto al discorso dei due uomini, sollevò il viso: e quel piccolo viso s’era fatto giallo, pieno di rughe; pareva che gli anni passati placidamente senza poterlo solcare avessero preso la rivincita in un attimo.

— Giacobbe. — disse, — non ci sarà bisogno di testimoni. Non ci sarà,bisogno di chiamar nessuno. Non basterò io?

Egli si sollevò ancora e guardò Isidoro. Isidoro guardò lui, ed entrambi dissero!

— È vero.

Dopo di che una gran calma parve spandersi nella camera giallognola e misteriosa. Il malato tornò a stendersi, tacque, si calmò, si assopì: anche la vedova acconsentì ai consigli di zio Isidoro ed andò a coricarsi. La faccia grave dell’armadio rossastro tornò a dominare pensosa nella penombra, ed il soffitto color nuvola gravò sul silenzio della camera come sopra una campagna deserta. Le cose tutte, calme, impassibili, parevano ripetere le parole di zio Isidoro:

— Cose del mondo!