Pagina:Naufraghi in porto.djvu/229

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pastore dal viso di Napoleone I. Questa visita, veramente, commosse Costantino.

— Noi ti daremo pecore e vacche, — gli disse il sindaco, dopo essersi soffiato il naso con le dita. — Sì. Ogni pastore ti’ dà un pecus. 1 Se hai bisogno di qualche cosa, dillo subito. Nel mondo siamo tutti fratelli, ma specialmente lo siamo nei piccoli paesi.

Costantino pensò a quello che i fratelli del suo piccolo paese gli avevano fatto, e scosse la testa.

— Ah, — disse — i fratelli fecero a me ciò che Caino fece ad Abele. Non bastano vacche e pcore per compensarmi!

— Ebbene, questo non importa, — riprese il sindaco, fisso nella sua idea. — Tu che hai viaggiato, dimmi, hai veduto da un’alta montagna i paesi sparsi nelle sottostanti campagne? Ebbene, non sembra di vedere in ciascuno di essi una sola casa, dove vive una sola famiglia?

Costantino cominciò a seccarsi e rispose che voleva lasciare il paese, andarsene via, lontano, non tornare mai più.

— Tu non andrai via. No, non andrai, — gli impose il Sindaco. — Dove vuoi andare? Devi restare qui, dove tutti siamo fratelli.

Poi venne il dottor Puddu, con un grande ombrello grigio sporco, e andò a guardare cosa c’era dentro la pentola.

Voi siete tanti delinquenti perchè mangiate solo porcherie, — cominciò a gridare con

  1. Capo di bestiame.