Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/11

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la sottana del diavolo 5


nelle grazie. Ma la briccona sul più bello mi piantò in asso e nessuno la vide più in Spadafora.

— Allora è proprio lei! — esclamò l’Agata. — Si chiamava Serpinelli?

— Può darsi. Era sorella di quel Gianni che tiene adesso il mulino nel bosco.

— Serpinelli, per l’appunto.

— Ma sono tutt’altro che signori i Serpinelli.

— È vero; tuttavia questa Ester che voi avete conosciuta può aver fatto fortuna, che so, sposando, per esempio, un gran signore. Ora che ci penso mi pare di ricordarmela. Non era una ragazza bianca bianca con due occhi neri neri che sprizzavano fuoco?

— Sì, — fece Cristoforo, — parevano due bracie. È a quelle che mi sono cotto, ma la storia è vecchia e l’Esterina è morta certamente.

La serva del parroco si affrettò a recare al suo padrone le poche ed incerte notizie aggiungendo solamente di suo come fatto appurato il ricco matrimonio. L’Agata apparteneva a quel tipo di persone che hanno raramente una idea e quando per caso se la vedono pullulare nel deserto cervello vi si attaccano tenacemente col vago istinto che dovrà passare del tempo prima che ne spunti un’altra. Que-