Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/114

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108 gli occhiali


temi dire, amica mia, che se le vostre comparazioni tra l’assoluto e il relativo mi persuadono abbastanza ve ne è una che desidererei discutere. Avete affermato con una crudele sicurezza che l’amore non è mai come lo si immagina. Forse il primo amore....

— Ogni amore è un primo amore.

— Il motto è profondo. Pure, non vi sembra che (diciamo la prima volta) appunto perchè si parte dall’assoluto è ovvio che si cada nel relativo, mentre può accadere che più tardi, quando abbiamo fatta nostra la teoria, delle transazioni, ci aspetti la gradevole sorpresa di un assoluto.... o quasi.

La signora rise di un morbido riso smorzato:

— Quel quasi, amico mio, guasta tutto. Credete a me, quando si è perduta la fede nell’assoluto e che noi stessi non abbiamo più nulla di assoluto è meglio rinunciare all’amore.

— Che è mai allora la vita?! — esclamò il signore con impeto.

— Vi sono dei compensi, — rispose a bassa voce la signora.

— Nominatene uno.

— Quest’ora.

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