Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/15

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la sottana del diavolo 9


— Domando io se queste sono camicie! una tela di ragno è più solida; cerco inutilmente le camicie vere, perchè già non è possibile che la defunta signora abbia indossato questa ragnatela senza avere una vera camicia. E come poteva camminare con queste scarpe che si piegano nelle mani a mo’ di un giunco? soffiare il naso in questi fazzoletti che non basterebbero a coprire l’ostia consacrata?

— Non mischiate il sacro col profano, — ammonì severamente don Assalonne. — Già ci siamo occupati anche troppo di questa roba.

Occuparsene però dovette ancora il buon curato contro suo genio nei giorni seguenti, perchè avendo annunciato dal pulpito che c’era una eredità da dividere tra i poveri del paese, la sua porta fu presa d’assalto. Le donne principalmente non chiudevano più occhio alla notte facendo calcoli sopra calcoli, pensando ognuna di rifornirsi di abiti e di biancheria collo spoglio della defunta. I Serpinelli, in qualità di parenti, avanzavano le maggiori pretese e quantunque non avessero saputo più nulla della Ester fin dal giorno lontano della sua fuga, mostravano di interessarsi con maggior diritto degli altri.

Ma siccome il testamento parlava chiaro dei