Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/20

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14 la sottana del diavolo


vedeva sparire un raggio, un bagliore, un ondeggiamento, e il tinello rifarsi buio e l’odore di rinchiuso risorgere dai mobili. Si fermava a rimirare i più piccoli particolari, i bottoni di una giacca, gli spilloni di un cappello, accarezzando ogni cosa con un rammarico appassionato che quasi le spremeva lagrime dagli occhi. Ma il più doloroso distacco lo provò sollevando delicatamente una sottana che, a farlo apposta, le parve rispondesse con un sommesso frou — frou di simpatia.

Bella era la sottana, magnifica, a larghe righe, una di amoerro rosa, l’altra di raso celeste; e sulla riga celeste correva una ghirlandina di rose, sulla riga rosa si avvicendavano i piccoli fiori celesti dei non — ti — scordar — di — me. Morbida la stoffa, spumosa, pieghevole, lucente; splendido il disegno; e un sottile profumo si svolgeva dalle pieghe più riposte dandole una singolare parvenza di vita.

— No, no, — gemeva l’Agata, — questa non me la lascio portar via. Non s’è mai visto una meraviglia simile; bisogna farne un abito per la nostra Madonna.

Appena la visione di un abito per la Madonna balenò radiosa nella mente della pia femminuccia, che trovò subito gli argomenti per farne persuaso don Assalonne. Anzitutto