Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/257

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250 ipotenùsa, va!


— Si passa il segno, si passa il segno, — mormorò egli tra sè tamburellando colle dita sui vetri della finestra alla quale si era avvicinato mentre l’altra si allontanava nel trionfo della sua ultima frecciata.

Fu precisamente allora che gli venne la prima ispirazione di quell’ironico opuscolo «L’ignoranza forma di indipendenza» che ebbe un sì largo successo, specialmente perchè non si conosceva Spiridione Tomei come umorista. Un uomo per quanto filosofo prova in qualche momento della sua vita il bisogno di sfogarsi di un sopruso o di una ingiustizia o di una villania.

Così Spiridione si liberò dell’amarezza versatagli in cuore dall’Agata scrivendo un opuscolo — mite vendetta di intellettuale — e da allora, ogni qual volta i suoi occhi cadevano sulla ragazza li acuiva in uno sguardo malizioso e gonfiando le gote tratteneva giubilando uno scoppio di risa. Non avrà riso forse anche Michelangelo dopo di avere disegnato sulle pareti della Cappella Sistina l’effigie del suo detrattore nientemeno che nel ceffo del diavolo?

A primavera avanzata, quando il sole entrava di buon’ora nell’appartamento e la glicine del giardino mandava il suo saluto olez-