Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/58

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52 due mondi


un tono che non voleva dir nulla; e fu appunto quello che ispirò fiducia all’altro.

— Tu eri presente, nevvero, quando ebbi una disputa uno di questi giorni con Maso del Ghero, quello scimunito?...

L’oste tornò a fare: hum! hum!

— Ma già a lavare la testa all’asino (non parlo della tua, sai) si butta via sapone e ranno. Cosa mi salta in mente di volergli spiegare che cos’è la repubblica, come se lui potesse intendermi! Così da una parola all’altra ci siamo riscaldati la bile, ti ricordi?

— Vagamente.

— E gli dissi il fatto suo che gli stava bene, a quell’animale, ma niente di più del fatto suo; e nessuno ha parlato della Ghita del bosco che se ne infischia di lui; per questo il motivo della disputa non fu altro che la repubblica; tienilo a mente, la repubblica. Ora dimmi un po’ per quale ragione m’ha tagliato nella vigna sette piedi di vite, che se non gli capita addosso mio padre la era tutta spacciata?

— Sette piedi di vite ti ha tagliato?

— Sette. Per vendetta che gli diedi dell’imbecille, come se la colpa fosse mia e non di sua madre che quando era gravida di lui ebbe certo voglia di una zucca.

— E