Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/59

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

due mondi 53


— E quando è stato? — chiese l’oste con un interesse mediocre, solo per sostenere il discorso.

Ma Nicola Bordello ora che aveva dato la stura all’eloquenza non intendeva di finirla così subito. Buono che si fece portare un altro quartuccio prima di entrare nei particolari della sua disgrazia. Avvenne però questo, che le chiacchiere e il vino invece di calmarlo non fecero che eccitarlo maggiormente, al punto che gridava e smaniava sulla panca dell’osteria quando entrò per l’appunto il maresciallo dei carabinieri a farsi dare una gazosa perchè moriva dal caldo. Nicola Bordello vociava in quel momento:

— Non sono nemmeno io se non glie la faccio vedere a quel cane! Sette denti gli voglio strappare, sette martellate gli voglio dare!

L’oste ammiccò al maresciallo e questi che conosceva Nicola gli si avvicinò bel bello sorridendo col passo cauto della donnicciuola a cui è fuggito il merlo:

— Calma, calma, con chi l’avete, diavolo?

— L’ho che vedo rosso questa volta (Dio sa se intendeva rosso di sangue o rosso di vino) e uno sproposito lo faccio come è vero che mi chiamo Nicola.

— Perchè volete fare uno sproposito, — sog-