Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/63

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due mondi 57


— Col denaro potremo invece rifare il tetto della stalla.

— O comperare l’oro per la sposa, — scattò fuori Nicola fregandosi le mani.

— Si vedrà, si vedrà, — disse il vecchio senza entusiasmo.

— Ma della Ghita in tribunale non parlo, — continuò Nicola con fuoco, — se Maso crede ch’ella lo voglia sposare per i suoi denari si inganna, si inganna, si inganna! La Ghita se ne infischia di lui e noi la lite l’abbiamo fatta per questioni politiche, lo giuro.

I due uomini stavano ancora discorrendo quando entrò tutta umile e compunta la madre di Maso e così sbigottita che sembrava una delle tre Marie reduce dal Calvario.

— Con permesso, — ella incominciò, — scusate se entro in casa vostra, ma è per il mio figliolo che voglio bene sperare non me lo lascerete solo nel ginepraio. Ha ricevuto la citazione per il giorno 28 alle ore nove precise e non sa che cosa fare, poverino.

— Come non sa? — gridò Nicola. — Non è per altro difficile. Egli se ne va a*** dove andrò anch’io e ci presenteremo al tribunale che farà giustizia. Vedremo quanto glie li faranno pagare i sette piedi di vite che mi ha tagliato, oltre lo scorno e il dispiacere.