Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/64

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58 due mondi


— Non è questo, non è questo, — gemette la donna, — se aveste parlato con me prima di fargli quella figuraccia della citazione si sarebbe potuto accomodare tutto fra noi; ed ora invece mi tocca di vedere il mio sangue a andare insieme ai ladri ed agli assassini.

— Ma che ladri, ma che assassini, — disse il vecchio scuotendo la pipa, — quando vostro figlio ci avrà dato quello che ci viene saremo amici come prima.

— E non si poteva esserlo senza tirare in ballo i tribunali?

— Oramai ciò che è fatto è fatto, — disse Nicola, — la colpa non è mia. Non sono entrato io nel vostro podere a danneggiarvelo. Ognuno ha quel che si merita e la giustizia è la giustizia.

— Ma almeno — riprese la donna con accento lamentevole — non lasciatelo solo nel ginepraio. Egli non è molto svegliato di mente, lo sapete....

— Oh! se lo so! — disse Nicola squassando la folta chioma nel trionfo intimo della propria superiorità.

— Dunque usategli un po’ di misericordia. Mio marito che ha una risipola in una gamba non lo può accompagnare; prendetevelo insie-