Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/68

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62 due mondi


raggiare i due giovinotti i quali correvano già attraverso i campi per andare a raggiungere il treno delle 8,15.

Il mattino era bello, l’ora fresca, i prati verdi; viaggiare in treno era un piacere. Nicola Bordello e Maso del Ghero lo riconobbero subito cacciandosi fuori degli sportelli colla gioia rumorosa ed ingenua di chi viaggia di rado. Poi fosse l’aria, il moto o la novità sentirono presto gli stimoli della fame, e la sporta che la mamma di Maso aveva così bene approvvigionata venne a proposito che mai più. Seduti l’uno dirimpetto all’altro cogli occhi allegri e le mandibole voraci, mangia tu che mangio anch’io, bevi tu che bevo anch’io, lo scopo per cui si trovavano insieme venne quasi dimenticato e non erano ancora a mezza strada che già si erano abbracciati brindando all’amicizia.

Come il vecchio aveva pronosticato sbaglia il prete a dir messa, possono sbagliare l’orario anche i treni; questo difatti invece di giungere alle 9,30 entrò in stazione alle 9,45.

— Che fa! — disse Nicola — minuto più, minuto meno....

Querelante e querelato entrarono in*** tenendosi sotto braccio come Damone e Pizia, non molto fermi sulle gambe a dir vero, ma