Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/9

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la sottana del diavolo 3


«Pregiatissimo signor Notaio,

«Mi affretto a darle ricevuta della sua stimata lettera nella quale era annunciata una eredità di spoglio personale per i poveri della mia parrocchia. Non essendo in grado di giudicare l’entità degli effetti lasciati dalla defunta Ester Serpinelli (che io non conobbi perchè da quindici anni appena ho qui cura d’anime), le sarei obbligatissimo se volesse darmi maggiori ragguagli, in seguito ai quali e visto se mi conviene per il vantaggio de’ miei poveri accettare questo spoglio, ogni spesa dedotta, la pregherò del favore di mandare qui ogni cosa.

«Resto pertanto, egregio signor notaio, suo obbligatissimo

«Don Assalonne Mei

«parroco di Spadafora.»


Impostata colle sue proprie mani la lettera, don Assalonne mentre rientrava in casa si fermò sulla soglia della cucina a guardare la sua vecchia serva Agata che spennacchiava un pollo. A un tratto le disse:

— Agata, voi che siete di questo paese, vi ricordate di una certa Ester Serpinelli partita vent’anni sono? Signora Ester Serpinelli?