Pagina:Neera - Un nido, Milano, Galli, 1889.djvu/23

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La famiglia Spiccorlai 15


rinchiuse la finestra, il portalettere si rifugiò sui primi gradini della scala, deciso a non andare avanti.

Nè dovette aspettar molto.

Un passo leggero, un’ombra bruna, una scarna mano di donna che si allungò tremante, e l’incidente ebbe termine.

Il giovinotto uscì allargando i polmoni – la lettera portata al suo destinatario venne posta sul tavolino della scacchiera, e l’ombra bruna, assicuratasi che dalla vicina camera la signora Rosa non l’udiva, si arrischiò a dire:

— Chi sarà mai?

Chi sarà mai?

La lettera o l’ombra? Incominciamo dall’ombra.

Carlo Spiccorlai era il maggiore di un numero straordinario di fratelli; fra lui e l’ultimo nato – una femmina – correvano trent’anni; sua sorella dunque aveva quasi quarant’anni.

Era venuta ultima in una famiglia di tempre adamantine, di forti e bruschi voleri, e sembrò