Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/13

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Alessandrina Ravizza 7


È, questo, un sostantivo comune, atto ad esprimere, da quando è viva l’umanità, una sensazione o un sentimento comune. Dolore, morte, dissolvimento, non esistono per le forze creatrici. Quando un segnacolo umano scompare così, non parte che per lasciar dietro di sè un irradiamento di luce, un sommovimento di coscienze, un vibrare di fluidi, un anelito di spiriti verso la grandezza e lo splendore degli orizzonti che esso medesimo rivelò.

Non dolore, dunque. Indegno di lei, indegno di noi.

Serenità: la consapevole e stoica serenità che fu, forse, la più ammiranda virtù di Alessandrina Ravizza: per la quale rifulse di stupendo equilibrio, pur nel vario tumulto d’una esistenza di battaglia.