Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/168

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162 orazioni


Dalle dolcezze della casa, il volontario si è riscagliato d’impeto nel divampare della battaglia. Egli respira a pieni polmoni l’odor della polvere: la furia bellica gli arde negli occhi, gli fuma dalle nari.

Si trova con le truppe del centro: resistenza, assai più che alle ali, aspra e accanita da parte degli austriaci; necessità, per sgominarli, di quella travolgente ondata d’entusiasmo che centuplica il valore. La sorte del combattimento ondeggia: vittoria e sconfitta pendono a un filo.

Ed ecco che, mentre gli ufficiali compiono il loro dovere, Roberto Sarfatti semplice caporale dà il suo rugghio e il suo balzo leonino. Ritrova nell’attimo incerto e che potrebbe esser nefasto, le qualità d’uomo di guerra innate in lui: fulminea-