Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/81

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83 — 154. Ho dichiarato la guerra all'ideale anemico cristiano (e con esso ancliu a quello chè^glTXTiiù affine) non allo scopo di annientarlo, ma per metter fine alla sua tirannia, ])er avere il terreno libero per nuovi ideali, per ideali più robusti... La continua- zione dell'ideale cristiano fa parte delle cose piiì desiderabili che esistano: e non fosse altro per amore di quegli ideali che vogliono affej-marsi accanto ad esso e forse sopra di esso, — essi debbono avere avversari, e forti avversari, per diventar forti. Nello stesso modo noi, immoralisti, abbisognarne della potenza della mo- ra 1 e : il nostro istinto di conservazione vuole che i nostri a v v e r- sari rimangano in forze, esso vuole solamente dominarli. 155. Si deve impiccolire e limitare passo a passo l'impero della mo- ralità: si devono portare alla luce i nomi degli istinti che qui effet- tivamente operano e metterli in onore, dopo che essi sono stati na- scosti per lunghissimo tempo sotto falsi nomi di virtiì: per vergogna dinanzi alla propria « lealtà » di cui si parla con tono sempre piii imperioso, bisogna disimparare quella vergogna che rinnega gl'istinti naturali e che vorrebbe scacciarli colla menzogna. È una misura della forza il vedere fin dove ci si può liberare dalla virtù : e si potrebbe immaginare un'altezza in cui il concetto della virtù fosse così poco sentito che la parola virtù risvegliasse l'idea della « virtù » de] ri- nascimento, libera da ogni infezione morale. Ma intanto — come siamo ancora lontani da questo ideale! L'impiccolimento del dominio della morale: un segno del suo progresso. Dovunque non si è ancora saputo pen- sare secondo la causalità, si è pensato secondo la morale. 156. Anzitutto, miei signori virtuosi, voi non avete nessuna premi- nenza su noi; noi vogliamo ricondurvi alla considerazione della mo- destia : la vostra virtù vi è consigliata da un meschino egoismo e da una meschina furberia. Se avete più forza e coraggio non vi abbas- serete in questo modo ad essere virtuose nullità. Voi fate di voi quello che potete: in parte quello che dovete — e a cui vi spingono le vostre circostanze — in parte quello che vi fa piacere, in parte quello che vi sembra utile. Ma quando fate quello che è conforme I -Si