Pagina:Notizie biografiche di S. Eminenza Reverendissima il cardinale Giuseppe Morozzo (Avogadro di Valdengo).djvu/15

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Religione è sostegno del Trono. Viene da Dio ogni potere, e in Dio ritrova l’autorità sovrana fonte, principio, ed uso. Quindi ossequio e fedeltà prestò in ogni tempo agli Augusti nostri Monarchi. Segnalati servigi rese allo Stato, e in torbidi tempi non ismentì sua fede. La provò coi fatti. La storia vera apprezzatrice del merito rivelerà un giorno tante men note generose azioni. Ebbero i nostri Re gran fidanza in suddito sì ligio e fedele. Le commissioni più difficili a lui affidarono. Fra le altre ebbe nel 1832 d’accordo colla Santa Sede la presidenza della commissione per la riforma del clero secolare e regolare; e nel 1834 l’onorevole incarico di riformare la Congregazione di Soperga, d’istituire e presiedere a nuova accademia di alti studi Ecclesiastici per distinti giovani delle diocesi dello Stato. Utilissimo instituto. Questo luminoso pensiero del Cardinale Morozzo, che la sapienza del nostro Monarca apprezzava e mandava ad effetto, fu universalmente in Italia, e in Francia commendato.

Furono degnamente apprezzati i servigi, che rendeva alla patria; gli valsero molte onoranze de’ nostri Principi. Anzi, dirò cosa ancor più rara, gli meritarono l’amor loro. Fu scelto a benedire in Genova le regali nozze del Re di Napoli colla principessa di Savoia Maria Cristina. Gli conferì allora questo Sovrano le grandi insegne dell’ordine insigne di S. Gennaro. L’Augusto Carlo Alberto il 21 novembre 1832 lo decorò del collare dell’Ordine Supremo dell’Annunziata; antichissimo ordine cavalleresco, di cui ognora intatta si è conservata la stima. Due volte onorò il Re Carlo Felice sua casa, prendendovi alloggio in Novara, e nell’amena villeggiatura di Gozzano. Più volte visitato da Principi (non ultima lode), loro piacque. Onorato per qualunque modo da essi non ne fu superbo.

Difficil cosa sarebbe descrivere tutto ciò che di bene e di vantaggioso operò nella sua diocesi il Cardinale Morozzo nei ventiquattro anni di suo governo, e quanto dispose e preparò d’istituzioni utili, di salutare, di vedute saviissime. L’opera santissima stabilì delle missioni nelle parrocchie della diocesi per opera della congregazione degli Oblati di S. Carlo. Moltissime sono le lettere pastorali, ed istruzioni che egli pubblicò. Tutte sono di celeste sapienza condite, e in tutte cercava egli per una parte d’istruire i fedeli, d’illuminare gli erranti per l’altra. Mostrano esse l’ampiezza della dottrina, la