Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/200

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sti s’eliggono in ogni anno a sorte, in giro però, perchè

    di Costanza, chiamata erede da Guglielmo III, erano assunti alla sovranità del reame di Puglia e di Sicilia. Traeva origine il nuovo dominatore da Federico Hoheastauffen, a cui, per la nobiltà della famiglia e l’eroico valore, l’augusto Errico IV d’Occidente aveva disposato la sua figliuola Agnese, assegnandole per dote il Ducato di Svevia. Di quelle nozze nacque un altro Federico, e Corrado che fu secondo Principe di questo nome. Il primo fratello generò un nuovo Federigo, che fu soprannominato Barbarossa, e si rendette celebre per le contese col Pontefice e la lega italica che gli si levò contra. Figliuol di Barbarossa era Arrigo VI, marito di Costanza normanna, il qual succedeva all’ultimo Guglielmo nella monarchia Siciliana due anni prima che cominciasse il secolo XIII.
       I Pugliesi ed i Siciliani qualificarono questo Re col nome di crudele; imperocchè non sì tosto ebbe vinto ì nemici, che, dissotterrato il cadavere di Tancredi, gli fece recidere il capo, e perchè si perdesse ogni speranza futura di discendenza dal real sangue normanno, sconciò siffattamente il fanciullo Guglielmo, che ne morì dopo non molto in prigione, dove ebbe anche confinato la vedova Regina con due figliuole. Dipoi fece strazio de’ Baroni e Prelati che non avevan tenuto da lui; chi volle abbacinalo, chi impiccato, chi bruciato, e quando trattavasi di Normanni, non perdonava nè a donne, nè a fanciulli, parendo che tutti esterminar li volesse. Venuto a Napoli, le sue atrocità non furon minori, desiderando di aver nelle mani il conte di Cerra, che tanto travaglio aveva dato a’ Tedeschi nella loro prima calata. Essendogli stato messo in balìa per tradimento a Capua, primamente lo fece strascinare per le vie più fangose, ligato alla coda d’un cavallo; dipoi ordinò che si appiccasse ad un albero per i piedi, e, sopravvivuto l’infelice Barone, comandò che un suo buffon tedesco gli applicasse al collo una corda, da cui pendeva una grossa pietra, e così barbaramente lo lasciò strangolare. Prima di liberar Napoli della sua presenza impose una grossa taglia sul capo di tutti i cittadini, e nel partir che fece portò seco in Alemagna tutto l’oro e le gemme che potette raccogliere, avendo rapito i tesori e gli arredi della Casa Regale, i quali erano vasi d’oro e d’argento, e panche e lettiere e tavoli dello stesso metallo, e panni intessuti di porpora e d’oro,