Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/234

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si faccia di buona condizione, ed a giusto peso, e di tutto

    nomici, giudiziari, ragionieri; e con ciò gli usi e i costumi, se non voltarono al pessimo, certo non più ritrassero da quelli benigni e mansueti de’ nostri maggiori: gli odi e le gare rinacquerò feroci tra il popolo ed i Baroni, le vendette si aprirono larga via, e tra le contese forestiere e domestiche, dall’una parte e dall’altra fu sparso molto pianto e sangue. Ma la Repubblica ebbe quel risultamento che soglion le Repubbliche avere. Mentre Re Ferdinando, dopo un primo ritorno in Napoli nel 1801, era di nuovo trattenuto nella Sicilia oltra il Faro, Napoleone mandava a governare il reame di Napoli prima Giuseppe, suo fratello, e poi Gioacchino, suo cognato. Il periodo di tempo che i Francesi stettero qui, noi siam soliti di addomandarlo decennio, in che mutati secondo le forme di Francia i nostri ordini governativi, avemmo officiali d’ogni maniera di nomi diversi, la feudalità abbattuta, il clero regolare disciolto, e mille altri cangiamenti. Il popolo fu preso air amo delle feste, dell’abbondanza della moneta, e di quel non sappiam che di splendido e glorioso onde apparivano in guerra gli eserciti Francesi; ed anch’essi i Napolitani, benchè sotto forestiero vessillo, fecero in Ispagna e in Italia prodigi di valore. Pure come volle la fortuna dei Re, cadde Napoleone dall’altezza del suo potere, e con sè trascinò alla rovina tutt’i suoi, Nel congresso di Vienna tra’ Sovrani alleati, fu qui ristabilito il legittimo trono nel 1815, e Ferdinando ritornava a’ suoi domini, batteva monete, intitolandosi primo Re del suo nome nelle due Sicilie, contraeva illustri parentadi, istitutiva l’ordine cavalleresco di San Giorgio, ed in ciò attendendo a ristorare la Chiesa, e quella parte delle nuove leggi che poco o nulla affacevasi a’ nostri costumi. Gli ultimi giorni di questo Re furon contristati dalla rivoltura del 1820, la quale dopo nove mesi ebbe fine per 1a venuta dell’esercito Austrico, mandato dall’Imperatore Francesco a rifermare l’indipendenza della corona Napolitana.
       Succedette al trono paterno Francesco I nel 1825, secondo la costituzione di Carlo III, rinvigorita dal testamento del defunto Re. Il nuovo Monarca non fu lieto di lunga vita, perchè compir potesse la ristorazione di tutte le minute parti che pongono insieme l’ordine governativo, a cui del continuo rivolgeva la mente; pure