Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/280

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ne’ detti giuochi erano gloriosamente premiati, come attestato viene da molti marmi nella nostra città trovati.

    pure il Mazzocchi, al quale fa eco il Romanelli, pretende che i Cumani e non i Cinei siano stati gli incoli di tal Fratria. Nella sua Napoli antica e moderna (tom. I. p. 33) il detto Romanelli così s’esprime: «Il Martorelli trovò l’iscrizione di questa Fratria nella base del battisterio nella chiesa di Santa Maria Rotonda, oggi distrutta. Egli racconta la lepida storia per vincere la ritrosia del parroco o per acquistarla, o per copiarla. Finalmente egli l’ebbe per ordine del Cardinale Spinelli, e vi lesse la Fratria de’ Cinei; ma più diligenti osservazioni fatte di poi hanno tacciato questo autore di abbaglio. Nella rottura del marmo la lettera M fu presa per N, la Fratria dunque, per la vera lezione del marmo essendo quella de’ Cumei non de’ Cinei, svanisce in un momento tutto l’erudito argomentare del nostro filologo». Ma il Mazzarella conchiude col dirci: il gran sasso letterato esiste, e può ognuno andarlo a vedere nel nostro Museo. Il sensato lettore a suo talento ne giudichi.
       4. Degli Aristei — Così appellavasi la quarta Fratria, come si legge da una lunghissima greca iscrizione riferita dal Grutero, dal Capaccio, e corretta dal Martorelli, da noi trascritta di sopra. Prese questo nome da qualche eroe o nume particolare, che forse Aristo avrà potuto appellarsi, non già da Marte, come provò il Martorelli contro del Mazzocchi, e come pure riflette il Farao. Difatti furono i Napolitani in ogni etade totalmente dediti ed applicati alle belle arti ed alle scienze, figlie tutte di dolce e sempre amica pace, ad essi naturalissima e cara. Ed era questa pace troppo necessaria ai loro studi ameni e severi; cosicchè ogni apparenza, ancorchè lieve di guerra, abborrivano, e financo di piati forensi vi fu tra loro divieto, e tutto pacificamente, e con ispecial modo da’ Fratori si componeva. Laonde Stazio cantò (lib. 3 Silv. 5.)

    Pax secura locis, et desidis olia vitae
    Et nunquam turbata quies, somnique peracti:
    Nulla foro rabies, aut strictae jurgia legis,
    Morum jura viris, solum et sim fascibus aequum.