Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/281

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Confederata; e poscia governata da’ Romani, coniinuò negli stessi riti; benchè da questi quelli de’ Romani poco o

       Non si ha certamente notizia, che i nostri dal mestier di Marte avessero ambito fama di gloria; anzi sappiamo che umanissimi e sensibili, gli anfiteatri e le sanguinose arene abborrivano; non però da potersi in alcuna guisa di viltà accagionare; perchè nella occasioni ben seppero col senno e col valore repulsare le ingiurie. Presso di noi nè medaglie, nè monete, nè marmi, nè altro qualunque vestigio o monumento di tal inumano culto rinviensi; anzi tutto l’opposto, per quel ch’esser vi possa d’istorico, e di costante tradizione de’ nostri maggiori, fra quali Virgilio, Petronio Arbitro, Marziale, Ovidio, il prelodato nostro concittadino Stazio, Strabone, Dion Crisostomo ec. sappiam che per più secoli, nella calma di fortunata pace, tranquilli si riposarono. Sapendo a tempo, e secondo la bisogna esser guerrieri, amaron lieti sentir da tutte le genti salutare la loro città col dolce nome di graeca, nobilis, otiosa et docta Neapolis, nella quale, come sì è detto, i più bellicosi e prodi Romani, dopo aver di tante nazioni riportato palme e trofei, sol per riposo si ritiravano.
       Il Martorelli stimò probabile che questa Fratria dalla strada del Porto occupasse l’odierna piazza degli Orefici, ed a lui, accostandosi il Mazzarella, la situa lungo quel tratto dove sono gli orefici, i tintori, i mercanti di seta e di lana, ed altri simili artefici, e botteghieri a sinistra verso oriente sino al mare.
       5. Degli Agarresi — Che sia stata in Napoli quest’altra Fratria con tal nome chiaramente distinta, ben si rileva dal prefato marmo degli Aristei, e fa meraviglia come tanti dotti che l’han letto ed osservato non ve l’abbian, saputa in conto alcun rinvenire, o sospettare. Che sia stata una delle non molto doviziose chiaro risulta dall’aver dovuto prender danaro ad usura dagli Aristei per la celebrazione de’suoi sacrifizï, e per le cene di rito. E trattandosi di cosa interdetta, fu d’uopo con pubblico e solenne decreto dispensarsi. Dall’etimologia di questo vocabolo, che in Omero trovasi in significato di acquoso prendiamo motivo di persuaderci, o almeno di lusingarci essere stata questa Fratria in luogo di vari gorghi d’acqua e correnti situata. Nè ci costa averne la città avuto più salubri e leggiere; bensì sappiamo che per belle conserve,