Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/296

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sta città Greca confederata co’ Romani; e sotto il dominio degli Imperatori manteneva i privilegi della sua antica li-

       14. De’ Ferrari, da una famiglia estinta di tal nome, presso la chiesa di S. Pietro de’ Ferrari, che l’ampliò, e vi fece moltissimi abbellimenti.
       15. De’ Saliti, da una famiglia di tal nome estinta; e della quale si fa menzione in uno strumento del tempo di Federico II Imperadore — Archivio della Zecca.
       16. De’ Cannuti, che era avanti l’atrio dell’antica chiesa di Santa Patrizia, dove oggi è quella degli Incurabili, cioè di S. M. del Popolo; così detta da una estinta famiglia di tal nome.
       17. De’ Calandi, da una famiglia del pari estinta; stava poco distante dalla diruta parrocchiale chiesa di S. Giovanni in Porta; e qualche vestigio vedesi sotto la casa della famiglia Palomba.
       18. Di Porta S. Gennaro, perchè stava dirimpetto all’antica porta della città da dove si andava alla chiesa di questo Santo de foris. Stava la porta dove oggi è la chiesa detta del Gesù delle Monache. Chiamossi altra volta Seggio de’ Carmignani, perchè era situato sotto la casa di detta famiglia.
       Cinque erano nella contrada di Nido, cioè:
       19. Di Nido, però corrottamente, dovendo dirsi di Nilo per la statua di questo fiume situata incontro la chiesa di S. Maria dei Pignatelli, dove era la casa della famiglia d’Afflitto presso al Collegio de’ PP. della Compagnia di Gesù, non lungi dalla porta Cumana e Puteolana; e guardava il mare sull’antico porto di Napoli, come rilevasi da alcuni istromenti del monastero di S. Severino, e come afferma il Giordano (de Port. l. c.)
       20. Di Arco; stava vicino all’antica torre de’ Vulcani, dove era il palazzo del Reggente Rovito presso la porla di Donnorso. Chiamavasi d’Arco, perchè, dicevano che, quivi abitava l’Arconte, l’antico Magistrato del tempo de’ Greci Imperadori, signori di Napoli.
       21. Di S. Gennarello, era allato della chiesa dì detto Santo, dove oggi è la cappella di S. Biagio de’ Librari, e dicevasi di S. Gennarello ad Diaconiam, nella quale convenivano i Diaconi regionari della citià per dispensar le limosine alle vedove, ai pupilli, ed alle altre persone bisognose, come anche nota il Baronio: (tom. I.