Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/298

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Napolitani posseduti, non si vedono bagnati dal sangue de’ martirizzati per Cristo. E quindi avvenne che il nostro

    e con esse anche le torri ne’ tempi di guerre e di pestilenze, un tempo affidate al popolo. Osservavasi perciò che, presso di esse abitavano i ministri di quel Seggio, e nelle torri i portinai della rispettiva piazza, volgarmenie appellati Portieri. Anche quelli del Seggio popolare abitavano presso i punti affidati alla loro custodia, ed eccone una prova riportata dal Tutini: «Essendosi negli anni addietro scoverta la pestilenza in Sicilia, e tuttavia facendo dannosi progressi in quell’isola, temendo Napoli non li sopravvenisse qualche grande sciagura, fè le sue diligenze in custodire la città, la dove ogni Seggio ebbe pensiero di custodire la sua porta, assistendovi il giorno i Nobili di quella piazza insieme co’ popolani, ed avevano cura la sera di farla serrare. Imperciocchè li Nobili di Capuana ebbero cura della porta Capuana; li Nobili di Montagna custodirono le porte di S. Gennaro e quella di Forcella, per esser questo Seggio unito anticamente alla loro piazza, come diremo; li Nobili di Nido custodirono la porta di Costantinopoli e quella dello Spirito Santo; i Nobili di Porto custodirono la porta di Chiaia; e ’l Popolo solo ebbe cura di quella del Mercato e di tutto quelle della marina».
       Sebbene incerta, come si è detto, sia l’epoca della fondazione de’ Sedili, pure possiamo con molta probabilità ritenere che il loro posteriore e riformato stabilimento rimonta al duodecimo secolo, cioè al tempo della Sveva dominazione, la quale ebbe in mira di togliere tante unioni, e tener diviso il corpo della nobiltà dalla massa del popolo. Per la qual cosa furono istituite dieci Piazze, che secondo l’antica denominazione si disser Sedili, nove de’quali furono addetti alla Nobiltà, ed uno al Popolo; cioè i Sedili di Nilo — Capoana — Forcella — Montagna — Porto — Portanova — Mercato — Arco — Sommapiazza per l’Ordine Equestre, ed il Pecile, o sia li Sedile Dipinto addimandato in seguito la Curia Augustiniana, pel Popolo. Rilevasi tulto ciò da’ registri di Carlo II dell’anno 1300 e 1301, da’ capitoli dei regni di Roberto suo figliuolo, e suo successore dal 1332; e finalmente da’ registri di Giovanna II del 1423 tempo in cui nel Sedile di Sommapiazza, situato fra due pubbliche strade, per la mancanza delle famiglie