Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/301

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fatto edificare le sacre Basiliche in Roma, ne fece edificare una in Napoli, e la dedicò alla Santissima Vergine

    de — 17. Nido — 18. S. Pietro Martire — 19. Porto — 20. Porta del Caputo — 21. Porta di S. Gennaro — 22. Rua Catalana — 23. Rua Toscana — 24. Scaleria — 25. Sellaria — 26. Selice — 27. Speziaria Antica, dal cantone della fontana della Loggia per la strada della Zavattaria — 28. S. Spirito — 29. Vicaria Vecchia presso S. Giorgio Maggiore.
       Ritornando ora a’ Sedili è d’uopo conoscere che a’ tempi di Roberto, figliuolo, come si è detto, del secondo Carlo Angioino, mancò la Piazza di Forcella. Venner meno eziandio verso il quattordicesimo secolo quelle di Mercato e di Arco per essersi estinte le famiglie che le formavano, e che vi godevano prerogative ed onori; cosicchè possiamo asserire che da quest’epoca in avanti i Sedili de’ nobili napolitani furono ridotti a cinque, cioè: NiloCapoanaMontagna con ForcellaPortoe Portanova — di che farem partitamente cenno a suo luogo.
       Or incorporati ed uniti a questi tutti gli altri Sedili minori, fu d’uopo ingrandire ed abbellire quelli dove i nobili riunir si dovevano, Perciocchè nell’anno 1409 si diè principio alla fabbrica del nuovo Seggio o Sedile della Montagna. Fecero altrettanto nel 1453 quelli di Capuana mercè l’acquisto delle case di Petrillo Costa e di Marco Filomarino. Nè inferiori agli altri mostraronsi quelli di Nido che nel 1476 comprarono un pezzo di terra del Monastero di Donna Romita, e diedero principio a quella bella e magnifica fabbrica che fu compita nel 1507 e che oggi più non si osserva. Circa quell’epoca dovè pur essere ampliato ed abbellito il Seggio di Porto perchè in qualche sito delle muraglie osservavansi l’arme Aragonesi. Da ultimo fu anche ingrandito quello di Portanova, dove miravansi in bianca pietra scolpite le armi de’ Sovrani di detta stirpe.
       Il nostro autore sì è abbastanza occupato di quant’altro riguardava questa nobile antichissima istituzione, perciò a noi non rimane che di aggiungere ben poche notizie, quella fra le altre riportata dal Tutini (pag. 155) che dimostra quanto attaccati fossero i nobili a tutto ciò che ad essa si riferiva. «Hanno, egli dice, i mentovati Seggi i termini sin dove si