Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/4

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Se è dovere d’ognuno rendersi utile al proprio paese con opere virtuose, il Celano ne diede con molta sollecitudine il più nobile esempio col raccogliere da chiare ed accreditate sorgenti le migliori notizie atte ad illustrare la bella Napoli, che per antichità d’origine, per istituzioni, per discipline e per monumenti non fu nè sarà mai scevra di gloria! Il suo lavoro nel registrare i domestici fatti fu ordinato e disposto con tal metodo didascalico, la sua narrazione scritta con sì chiaro e semplice stile, che ha finora riscosso il giusto plauso del pubblico.

Pieno di buon volere, sempre che gli mancarono elementi scritti, si mosse ad investigare antichità d’ogni sorta prima di lui inosservate o neglette. Scendea perciò sovente ne’ sotterranei e nei pozzi scavando pietre o rivoltolando rottami nella speranza di trovare iscrizioni, o imbattersi in altri pezzi di belle arti. Laonde, se non potè dirsi archeologo profondo, fu non pertanto di grande ausilio alla storia del suo paese.

Ma oltre tante avite celebrità, altre carissime rimembranze posteriori ci richiamano all’ammirazione per gli illustri nostri antenati, alla pietà per gli estinti, ed a meditar nell’un tempo le passate e le presenti nostre condizioni! Difatti nel lungo corso di 154 anni quanti ne son passati dal regno di Filippo V. di Spagna a quello dell’Augusto Regnante Ferdinando II, moltissimi miglioramenti operaronsi per far più bella la nostra vagheggiata Sirena.

Riunire le più care memorie in un’opera sola è dunque lo scopo della presente fatica. Varii diligenti scrittori le trattarono con dotte penne e con fiorito stile; ma partiti da diversi punti, chi per impulsi del proprio genio, chi