Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/51

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Dalla parte d’oriente ha le fertilissime campagne di Terra

    cus ad Arcum, anche ora così chiamato, presso la chiesa del del Purgatorio, Vicus Lunae, domandato oggi della Pietra Santa perchè scendeva al tempio di Diana, sopra le cui rovine fu edificata la chiesa di S. Maria Maggiore. Vicus solis, in onore di Apollo, fratello di Artemide, il quale serba lo stesso nome a costo la cappella del Pontano.
       Nella regione Campana toccheremo di cinque che furono i principali vìcoli. Vicus Gurges, forse da un’abbondante sorgente di acqua, notata fino a’tempi di Giovanni Villani, e ancor di poi, in quel sito che diciamo S. Giuseppe de’ Ruffi, Vicus Solis, il qual, per nulla confondendosi con quello di sopra, traeva al tempio di Mitra o Apollo, nella piazza dove or sorge l’Arcivescovado. Radius Solis era una via breve alla porta meridionale del tempio sul luogo che quindi occupò la cappella del Tesoro. Vicus Draconarius, oggidì nominato della Lava. Vicus Cornelianus, detto ora di S. Maria ad Agnone.
       Della regione Nilense i vicoli più famosi son questi. Vicus Alexandrinus, prossimo al porto, già denominato de’Bisi, come qui dicono gli impiccati; nome provvenuto non certo da famiglie che siensi, ma da che coloro, i quali erano condannati nel capo, da Castel Capuano per questo luogo traevano al Mercato, dove ora da più di trent’anni non si giustizia. Presentemente questo vico porta il nome del Nilo. Vicus Vestorianus, oggi S. Luciella. Vicus Calpurnianus, or di S. Nicola a Nido: il marmo che serba i nomi di questi due vicoli era nell’antico palagio de’Carafa Colobrano oggi della famiglia Santangelo. Vicus Augustalis, detto di S. Liguoro, che da questa bassa contrada menava al Foro.
        La regione Ercolanense contò maggior numero di vie mezzane e noi accenneremo solo a quelle più corte. Vicus Thermensis a S. Ncola de’Caserti, ove presso gli archi si possono designar le rovine di antiche terme. Vicus Lampadius, ricordato con lo stesso nome da S. Gregorio, dove nudi giovanetti si esercitavano alla corsa con le lampade accese in mano: oggi è detto Vico della Pace. Vicus Serculensis, il quale menava ad un tempio eretto al poderoso figliuolo di Giove e di Alcmena là dove oggi è una Chiesuola detta di S. Eligio de’Chiavettieri. Vicus Cupidinis da un altare a