Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/53

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Dalla parte di mezzogiorno ha in aspetto il nostro Tirreno,

    tornasse saldissimo agli impeti delle mecchine guerresche di quei remoti dì, non è mestieri che si comenti. Narra Livio, che lo stesso Annibale, la prima volta che cinse d’assedio la città nostra, si spaventò all’aspetto di quello; ed alla pronta difesa dei cittadini dovette ritirare le armi.
       Tal era Napoli nell’Opicia, nella Campania, in Terra di Lavoro, nomi onde in diverse età fu addomandaio il territorio che oggidì si appella Provincia di Napoli. La sicurezza, come accennammo, e la commodità del sito, la vaghezza della vista, la clemenza dell’aere dettero gran voce dai suoi primissimi dì a questa bella contrada, a cui raddoppiò grido e la solerzia, e il valore, e la sapienza de’ maestrati e del popolo; sicchè fu soprannominata Napoli la greca, la nobile, la gentile, la dotta. Attesta Cicerone che divenne 1’amore de’ capitani, de’patrizii, de’nobili giovinetti, e perfino de’ senatori di Roma, i quali non negli orti, nè nelle ville suburbane della superba trionfatrice del mondo, si recavano per cagion di salute o di studii, ma qui nelle mura di Napoli, come in celeberrimo Oppido. E Strabone non seppe più soave stanza consigliare a chiunque ponevasì ad operar le lettere, che questa città, per serena quiete e beati ozii dolcissima.
       Le notizie che quì dianzi ponevamo insieme sono la somma dei fatti più certi o men dubbii che potemmo sceverare dalle ipotesi e dalle favole dei più caldi ed immaginosi ricercatori di patrie antichità: ancora vogliam notare che, indicate le cose come vedute da cima, abbiam voluto schivare d’impelagarci nel marame delle erudizioni, onde tolsero tanto grido gli archeologi del secolo XVII, e dottissimi uomini del passato. Di certo non ignoriamo anche noi, che molte particolarità di luoghi e di edifizi qui furono omesse; ma pure abbiam voluto a bella posta trasandarle, perchè bastava il darne una complessa e generale idea per ridurci ad un punto, d’onde più concisamente avessimo potuto additare le successive ampliazioni della città.
       Opere de’ bassi tempi — Le guerre che ebbe Napoli a sostenere contro i Romani, i barbari, i Greci bizantini, i Saracini, i Normanni nelle successive sue condizioni di repubblica, di città confederata, di colonia, di ducea, ed ancora i mutamenti dinastici