Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/64

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lumi: confesso, che cosa più dilettosa veder non si può in terra.

    nio di Vienna; ancora di fuori la porta del Carmine a S. Maria di Loreto, e al di là di Porta S. Gennaro, già nella valle de’Vergini, e su per le falde di Miradois in linea di greco a maestro. Dal verso di ponente, oltre Porta-castello si diffuse il borgo di Chiaia; e due grossi corpi di fabbriche da Porta-reale si spiccarono, l’uno Verso il colle di S. Martino, che si disse prima al celzo (gelso), e poi sopra i quartieri, e l’altro su per il colle olimpiano, che addomandarono l’Infrascata.
         Ne’ venti anni e mezzo che D. Pietro di Toledo tenne l’amministrazione del reame, ridusse questo uno de’ capiluoghi della monarchia spagnuola a quella forma ed a quella nettezza che ha molto di attenenza allo stato presente. Qui non è raccontar delle demolizioni di antichi supportici, che il Rosso nel suo Giornale chiama grotte oscure, nè dello sgombramento degli antri dal Chiatamone che notar Cataldo addimanda sozzi prostiboli; nè si vuol toccar delle chiese, delle fontane, di grandi edifizi di varia natura che costruì; e del come riunisse i tribunali in Castelcapuano; nè di quel palagio turrito, a maestro di Castelnuovo, che ultimamente Ferdinando II radeva da’fondamenti perchè la splendidissima reggia napolitana isoleggiasse nel Largo di Palazzo. Quanto alla via di mare questo illustre vicerè sgomberò delle sabbie e dilatò la muraglia del Molo-piccolo, al grande non volendo menomamente riguardare; imperocchè dominato essendo da’ venti di scirocco, e’ stimava inutile o poco qualunque provvedimento.
       Dal nuovo palazzo in che prese dimora aprì sino allo Spirito Santo una strada che porta il suo nome, in cima alla quale allogò Porta-reale, e fu detta’ dello Spirito Santo. Demolì la porta in cima di S. Giovanni a Carbonara, e costruì il ponte, dì fabbrica, prima levatoio, che abbiam chiamato Ponte-nuovo e che attualmente più non esìste per la nuova strada in costruzione che deve raggiunger quella che mena alle stazioni delle ferrovie, ed alla marina. Da presso la chiesa del Gesù delle monache trasse Porta S. Gennaro al luogo dove la vedi: disfece Porta Donnorso, e la riedificò di lato alla chiesa di S. Maria di Costantinopoli, da cui tolse il nome, ed ora, come abbiam detto, distrutta; e ad occidente trasse da Ca-