Pagina:Novelle cinesi tolte dal Lung-Tu-Kung-Ngan.djvu/27

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soccorsa, rimaneva vittima del suo leale procedere. Essa aspettò, per essere vendicata, e il suo generoso proposito appare manifesto, ora che volonterosa da sè stessa si dava la morte. Voi dunque ripigliatevela come buona e cara moglie in casa vostra. — A cui il baccelliere rispose: io veramente da principio aveva forte sospetto che fosse falso quel suo dire di essere rimasta in vita solo per meditare una lontana vendetta; ma come la vidi andar baldanzosa incontro alla morte, ben conobbi che in lei non cadeva il vituperio d’aver salvata col disonore la vita; e per fare che ella ritornasse a questo mondo, avrei voluto separarmene io stesso in eterno. Ora che per buona sorte il suo tentativo andò fallito, io non solo la tratterò come ho fatto per lo addietro, ma mi chiamerò fortunato, se potrò ricongiungermi a lei in una seconda vita.

Yuo-ciung e Teng-sci, reverentemente e con molti ringraziamenti salutato il giudice, se ne tornarono a casa; e come vi furono giunti, fatta scolpire in legno la venerabile effigie di Pao-kung, mattina e sera non eran tardi nel venerarla.

Con l’andare del tempo Yuo-ciung fu promosso ai diversi gradi letterari; e nella magistratura arrivò fino ad essere Tung-ci, ossia sotto-prefetto. Quel che poi avvenisse di loro, a noi non ne rimane memoria.