Pagina:Novelle cinesi tolte dal Lung-Tu-Kung-Ngan.djvu/49

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

—( 31 )—

Capì subito le ragioni il frate, e trovò giusto il parlar della donna; laonde si preparava già a prender comiato e a mettersi in via, quando d’improvviso Zin-te, tornando dal suo viaggio, entra inaspettato in casa. Veduto il frate accanto al fuoco, e vicino a lui la donna, prese in mala parte la cosa, e si fece brusco in viso e minaccioso. Il bonzo accortosi allora della mala parata, forte temendo, guadagnata la porta se la diede a gambe, lasciando alle prese i due sposi.

Zin-te rimasto solo con la moglie, le domanda come e perchè si trovasse quel frate in casa sua: e la donna, senza nasconder nulla, narra al marito per filo e per segno l’accaduto. All’udire il racconto della moglie, Zin-te non si placa, e anzi monta vie più in collera: «Le donne e le ragazze, grida egli, non devono mai uscir dalle loro stanze. Qui nel vicinato v’è tanta gente: se si viene mai a sapere che voi avete ricevuto un frate in casa mia, mentre ero fuori, quante chiacchiere si faranno, quante supposizioni! Io sono il marito, e credo d’avere un po’ di giudizio; e perciò vi dico che questo non è agire da donna onesta e dabbene... Ve ne potete tornar subito a casa di vostra madre: vi giuro in fede mia, che non ripasserete più la porta di questa casa.»

La povera donna tutta confusa, con la testa bassa, non aveva parole, nè sapea che dire per iscusare la propria condotta. In fine, vedendo la risoluta volontà del marito, non trovò altro partito da prendere, che quello di ubbidire e di ritornarsene alla casa de’ suoi. La madre, saputa la causa per la quale la figliuola era stata cacciata dalla casa maritale, se la prese anch’essa colla disgraziata giovane, e con modi aspri la rimproverò, dicendo che si era condotta leggermente, e che non aveva mostrato avvedutezza e cautela: e mal sopportando di rivedersela in famiglia, inveiva di continuo contro di lei, e assai l’avviliva con parole ingiuriose e con cattivi trattamenti. I vicini e i parenti poi, e tutte le male lingue, dubitavano che la vera cagione, per la quale la donna era stata rimandata dal marito, fosse di molto maggior conseguenza di quel ch’ella diceva essere. Per la qual cosa la misera, non avendo modo di