Pagina:Nuovo discorso proemiale letto nell'Accademia di Filosofia Italica (Mamiani).djvu/4

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gegno secondata da fiamma di largo incendio. Se il secolo indifferente non fosse, noi piuttosto che ambire la gloria difficile di operare come cagione efficiente ed emendatrice, verremmo qui mezzo volontarii e mezzo sospinti dalla forza dell’usanza comune; e la nostra voce anzi che suonare distinta e forse un poco autorevole, confonderebbesi con altre infinite e più assai rimbombanti. A me poi non è dubbio quello che in nome vostro ebbi cura di pronunziare nel consesso accademico di Torino, la indifferenza cioè delle menti inverso de’ nostri studi [E non è per durare.] non essere per durare; conciossiachè nel riposto seno dei tempi e delle vicende che a noi s’approssimano giace il decreto che [La filosofia civile sarà sola legislatrice.] la filosofia civile divenga sola e suprema legislatrice delle cose umane. E per fermo, dove accadesse altrimenti e quella incuria e fastidio degl’intelletti perseverasse, qual giudicio mai pronunzierebbero i posteri di questa nostra età che di sè medesima va componendo un così alto concetto?

§ II. [Giudicare della propria età imparzialmente è difficile.] A pochi e forse a nessuno scrittore vien fatto d’imparzialmente discorrere e sentenziare de’ tempi proprii e senza eccedere più che molto nella lode o nel biasimo; perchè non li potendo esso guardare e stimare da un altro punto della durata e da un ordine differente di casi, non avvera mai quella condizione ricordata da Cornelio Tacito e idonea al freddo e non passionato giudicio di essere cioè il dettatore remoto dalle cagioni dello sdegno e della parzialità. [E similmente del valore civile di ciascun secolo.] Oltrechè, la prestanza di ciascun secolo non regge sola da se, ma convien raffrontarla prima con la funzione speciale e propria che cadde a quello in sorte di adempiere nel corso intero della vita delle nazioni, poi con le sue riferenze al bene e al progredimento universale e futuro di tutti gli uomini. Del pari, una età può eccellere per tal pregio di cui qualcun’altra abbia inopia, e così per inverso; ondechè se i titoli riescono differenti, sia da ultimo uguale la somma del merito. Similmente, un secolo può primeggiare per la bontà e perfezione di alcune poche e anguste comunanze civili e cedere ad altra epoca in risguardo del dirozzarsi in essa moltissime genti e provincie vastissime, sicchè dov’è perdita d’intensione e di qualità sia guadagno di estensione e di numero