Pagina:Nuovo discorso proemiale letto nell'Accademia di Filosofia Italica (Mamiani).djvu/9

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§ IX. [Nessun congresso e accordo ridà la pace al mondo e perchè.] Le sollevazioni poi e le guerre, le paci, le composizioni e i congressi, le carte costituzionali ottriate e i patti mutuamente conclusi e sacramentati onde avviene egli che mai non tronchino appieno nessuna lite nè sgroppino e sciolgano prosperamente alcun nodo nè autorità conseguiscano nè infondano quiete e serenità di pubblica vita, se non perchè lasciano o tutti o in grande porzione non risoluti i problemi di razionale e civile filosofia che in essi virtualmente son contenuti? [Tutti e sempre ragionano del viver sociale ignorandone la scienza.] Per lo certo, di nessun’altra cosa paiono in vista occuparsi più volentieri e più spesso le moltitudini. Nelle gazzette come ne’ circoli, ne’ grossi volumi e trattati come negli opuscoli e negli almanacchi, tra le conversazioni e i crocchi non meno che sulle cattedre suonano tuttogiorno i gran nomi di giure e di popolo e ricorrono concetti d’alta scienza politica e di riformazioni e tramutazioni sociali e civili. Anzi pure nell’occasione d’un ordinanza ministrativa sulle grasce o i mercati; talvolta a nome d’una nuova consorteria d’operai, tal altra per l’esordire d’un istrione o d’una danzante udiamo che si diserta e si scrive intorno ai prossimi destini del genere umano e di quello che sperano e vogliono le nazioni. Ma che ciò somigli a uno scelto vocabolario piuttosto che a una scienza bene ordinata e dinoti meglio un’inquietezza d’immaginativa e un esercizio di sentimento che di ragione e d’opinione, [E professandone una superficiale o fantastica.] scorgesi apertamente assai dal modo superficiale e fantastico nel quale le controversie intorno a quelle materie sono agitate oggi in Europa non dico dal volgo ma dai gran dettatori e disputatori e dagli uomini solenni altresì ch’entrano a reggere magistralmente il freno degli Stati.

§ X. [Si dà nelle utopie o nel superstizioso ed ippocrito; nella licenza o nella tirannide.] Qua descrivesi un avvenire fuor del possibile e tale sembianza di società la qual ricerca per avverarsi una natura umana tutta disforme da quella che sussiste e una palingenesi non dei costumi soltanto e degli istituti ma sì veramente dell’anima e delle sue facoltà e poco meno che della corporea complessione e figura. Là per contrario, chi il crederebbe? Si sconfessano e disdicono con basse e ridevoli palinodie i più certi e saldi principii di giustizia e di libertà che ogni generoso animo accoglie e mantiene inviolati, e le tetre