Pagina:Occhi e nasi.djvu/169

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Domani Gigino non vuole andare a scuola, se la mamma non gli dà i quattrini per comprarsi un Pulcinella di cartone.

— Sì, caro, — gli dice la mamma — va’ a scuola, e quando ritorni, ti comprerò il Pulcinella.

— No, no, no; il Pulcinella lo voglio subito, ora: se no «ne faccio una questione di gabinetto».

La povera mamma a questo discorso non capisce più nulla, e rimane a bocca aperta. Allora c’entra li mezzo Raffaello, il fratellino maggiore e dice all’altro:

Invece del Pulcinella, faresti meglio a studiare la grammatica. Rammentati che il maestro, anche jeri, dopo averti dato tre volte del somaro, «passò all’ordine dei giorno puro e semplice».

Adolfino sta per rispondere un’impertinenza: ma poi, non volendo mancare di rispetto al fratello maggiore, si limita a fargli le corna.

La mamma, risentita:

— Che si fanno codeste cosacce al fratello? È maggiore di te, e tu lo devi rispettare.

Adolfino (ingrossando la voce). — Ho tutta la stima e tutto il rispetto per il mio onorevole preopinante (frase imparata a pappagallo sui resoconti parlamentari), ma viceversa, per me sarà sempre un bugiardo e una spia....


IV.


Beppino è un argento vivo. Una ne fa e un’altra ne pensa. Così a scuola come in casa non possono averne bene.