Pagina:Occhi e nasi.djvu/203

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rant’anni fa, abbiamo studiato anche noi il passo il trotto e i primi rudimenti del galoppo, ma quando s’era lì per passare alla carriera, ci fecero mutare studj, e ci mandarono addirittura al carrettone!... —

Quanta modestia in queste parole! E che lezione per tanti professori improvvisati, che in virtù d’un Decreto ministeriale, pretenderebbero d’insegnare anche quello che non sanno!

Scoccata l’ora solenne, in cui la trombetta dell’araldo municipale dava il segnale della partenza, tutti quei poveri animali, che erano già schierati in fila davanti al palco dei giudici, invece di prendere sgarbatamente e violentemente la corsa, cominciavano a farsi fra loro una fitta di complimenti.

Nessuno voleva essere il primo a muoversi a passare avanti agli altri.

— Passi lei!...

— No davvero, le pare?

— Prego....

— Tocca a lei....

— Scusi, conosco il mio dovere.... —

E così dicendo, tutti s’impuntavano e si tiravano indietro; e Dio sa quanto sarebbe durato questo palleggio di complimenti, se per il solito non ci fosse entrato di mezzo il gran regolatore delle corse, il quale munito di una piccola bacchettina di tre metri di lunghezza e di venti centimetri di grossezza (in latino pertica) non l’avesse alzato in aria con tutt’e due le mani, per poi farla ricadere con una certa tal quale