Pagina:Odi di Pindaro (Romagnoli) II.djvu/45

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42 LE ODI DI PINDARO


Epodo

Compenso diverso hanno gli uomini dell’opra diversa: chi sia
bifolco, di mandrie custode, chi uccelli, chi viva del mare,
ciascuno a scacciare affannandosi l’assidua fame:
a chi negli agoni od in guerra riscosse la gloria,
altissimo premio è la lode che ai suoi cittadini e agli estranei
sul labbro fiorisce.

IV


Strofe

Noi per compenso, diremo di Crono il figliuolo
ch’è nostro vicino, benevolo
Nume, che scuote la terra, che spinge i cavalli
al corso; ed i figli.
Anfitrione, che nacquero dalla tua stirpe; e il recesso
di Minia, ed il bosco famoso d’Elèusi, che a Dèmetra
è sacro e l’Eubèa, per le corse dai tortili giri.


Antistrofe

Anche nell’inno vo’ aggiungere, o Protesilào,
il tempio che sorge in Filàce
per te, per gli uomini d’Argo. Ma vieta la breve
misura dell’inno
dir quanto Ermète, dei giochi è Dio tutelare, concesse
ai pronti corsieri d’Eròdoto. Vero è che talora
meglio lusingano l’animo le cose taciute.