Pagina:Odissea (Pindemonte).djvu/500

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libro decimosettimo 119

Ospite, accada! Tali, e tanti avresti
Del mio sincero amor pegni, che ognuno195
Ti chiameria, scontrandoti, beato.
     Mentre così parlando, e rispondendo
Di dentro ivan la madre, il figlio, e il vate,
Gli alteri Proci alla magion davante
Dischi lanciavan per diletto, e dardi200
Sul pavimento lavorato e terso,
Della baldanza lor solito arringo.
Ma giunta l’ora della mensa, e addotte
Le vittime da tutti intorno i campi,
Medonte, che nel genio ai Proci dava205
Più, che altro in fra gli araldi, e ai lor banchetti
Sempre assistea, Giovani, disse, quando
Godeste omai de’ giochi, entrar v’aggradi,
Sì che il convivio s’imbandisca. Ingrata
Cosa non parmi il convivare al tempo.210
Sursero immantinente, ed alle voci
Del banditor non repugnaro. Entrati,
Deposer su le sedie i manti loro.
Pingui capre scannavansi, e più grandi
Montoni, e grossi porci, e una buessa215
Di branco; e il prandio s’apprestava. E intanto
Dai campi alla cittade andar d’un passo
Preparavansi Ulisse, ed il pastore.