Pagina:Odissea (Pindemonte).djvu/513

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132 odissea

Restarne a guardia ingiunsi, e quell’ignota
Terra ire alcuni ad esplorar dall’alto.520
Ma questi da un ardir folle, e da un cieco
Desio portati, a saccheggiar le belle
Campagne degli Egizj, a via menarne
Le donne, e i figli non parlanti, i grami
Coltivatori a uccidere. Volonne525
Tosto il rumore alla città, nè prima
L’Alba s’imporporò, che i cittadini
Vennero, e pieno di cavalli, e fanti
Fu tutto il campo, e del fulgor dell’armi.
Cotale allora il Fulminante pose530
Desir di pugna de’ compagni in petto,
Che un sol far testa non osava: uccisi
Fur parte, e parte presi, e ad opre dure
Sforzati; e ovunque rivolgeansi gli occhi,
Un disastro apparia. Me consegnaro535
A Demetore Jaside, che in quelle
Parti era giunto, e dominava in Cipro,
Dond’io, carco di mali, al fin qua venni.
     E di nuovo così d’Eupite il figlio:
Qual Genio avverso una sì fatta lue,540
Le nostre mense a conturbar, ci addusse?
Tienti nel mezzo, e dal mio desco lunge,
Se un’altra Egitto amara, e un’altra Cipro