Pagina:Odissea (Pindemonte).djvu/659

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278 odissea

Sempre attendea della preclara donna,
Poichè giunti su lui n’eran gli sguardi.120
Tacita stette, e attonita gran tempo:
Il riguardava con immote ciglia,
E in quel, che ravvisarlo ella credea,
Traeanla fuor della notizia antica
Gli abiti vili, onde scorgealo avvolto.125
Non si tenne Telemaco, che lei
Forte non rampognasse: O madre mia,
Madre infelice, e barbara consorte,
Perchè così dal genitor lontana?
Che non siedi appo lui? che non gli parli?130
Null’altra fora così fredda e schiva
Con marito alla patria, ed a lei giunto
Dopo guai molti nel ventesim’anno.
Ma una pietra per cuore a te sta in petto.
     E a rincontro Penelope: Sospesa,135
Figlio, di stupor sono, ed un sol detto
Formar non valgo, una dimanda sola,
E nè, quant’io vorrei, mirarlo in faccia.
Ma s’egli è Ulisse, e la sua casa il tiene,
Nulla più resta, che il mio stato inforsi.140
Però che segni v’han dal nuzïale
Ricetto nostro impenetrabil tratti,
Ch’esser noti sappiamo a noi due solo.